L’IRA DI DIO (secondo gli scritti della Valtorta)Bastone e verga della collera di Dio

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Bastone e verga della collera di Dio

“Voi vi fate strumenti di Satana. Ma Io, più potente di Satana, quando giudico esser l’ora di un nuovo diluvio, vi prendo e vi uso gli uni contro gli altri: nazioni contro nazioni e, nel piccolo: parenti o amici contro parenti e amici, per fare dell’uomo la punizione dell’uomo, punendo le colpe dell’uomo attraverso le colpe dell’uomo suo simile.


VOI OPPRIMETE? E IO PERMETTO AD ALTRI DI OPPRIMERVI.
VOI RUBATE UNA PATRIA? ED IO PERMETTO AD ALTRI DI RUBARVI LA PATRIA.
BENE DICE ISAIA (Isaia 10,5): “BASTONE E VERGA DELLA COLLERA DI DIO”. Questo siete l’uno con l’altro quando passate la misura.

Onde bene sarebbe che coloro a cui è propizia la lotta e amica la vittoria non si credessero prediletti in eterno da Dio e tanto meno non si credessero tanto perfetti da meritare da Dio ogni riuscita umana. No. Se colui che trionfa fa mal uso del suo trionfo Io lo percuoterò e lo abbatterò nella polvere.
Io sono il Re e il Signore e nessuno è più grande di Me.
Io sono il Giusto e non conosco parzialità. Il mio sguardo vede tutti con una luce uguale.
Uguale è il ceppo da cui venite, uguali i vostri obblighi verso Dio, Creatore vostro, e uguale il suo pensiero per tutti voi.
Il più civile fra voi è per Me come il meno civile, come il selvaggio che ignora tutto che non sia il suo bosco vergine.
Scrutatore come sono della verità dei vostri pensieri e della innocenza dei vostri sentimenti, guardo tante volte con amore il selvaggio che si prostra adorando la forma che per lui è dio e per essa forma si fa buono, e torco lo sguardo con sdegno dal civile che nega Dio, a lui cognito, con la parola blasfema, il pensiero negatore e le opere maledette.

QUANDO L’ORA DEL CASTIGO È PASSATA, IO DICO IL MIO “BASTA” E RACCOLGO LE FOLLE PERCOSSE E DISPERSE, DO LORO PACE E PANE, POICHÉ SONO PADRE, NON DIMENTICATEVELO, E SE NON FOSTE EBBRI DI SANGUE O INTOSSICATI DAL DESIDERIO DI BERLO VI DAREI SEMPRE PACE E PANE.
Tanto più presto e tanto più abbondante e sicuro do pane e pace quanto più fra le torme di folli sono numerosi i giusti di Dio, travolti nel comune castigo non per loro punizione, ma per vostra redenzione.
Perché il Bene per fiorire ha sempre bisogno di lacrime di santi e di olocausti di redentori.
Oh! beati questi cristi che voi ignorate, ma che il mio Cuore raccoglie come gemme in uno scrigno!
Oh! beati questi angeli che sanno, fra il coro delle bestemmie e delle oscenità nel quale perite, cantare il “Gloria” e il “Sanctus” al loro Dio!

Purificatori di questa terra dai miasmi che le vostre colpe creano, vivono ardendo come turiboli e offrono a Dio il fuoco più sacro: quello dell’amore. Per questi Io compirò ancora il miracolo del perdono, il miracolo di radunare i resti del mio popolo e di far loro comprendere che soltanto in Dio è salute.
Gli altri, coloro che non vogliono essere mio popolo e ricordate che Io non misuro con la vostra misura continueranno a seguire l’insegna del loro re. NON DEVE MORIRE IL MONDO SENZA CHE L’ESERCITO DI CRISTO SIA RACCOLTO SOTTO IL SUO COMANDO.
DISPERSI, PERCOSSI, ABBATTUTI, FATTI SIMILI AD ARENA CHE IL VENTO SPARGE SUI LIDI DEL MARE, UDRETE IL COMANDO E VERRETE A ME, PERCHÉ UN MOMENTO VERRÀ IN CUI IO SARÒ RE DI QUESTI POVERI REGNI SENZA CORONA E DI QUESTI SUDDITI SENZA RE.
GIÀ VEDO GLI SPIRITI DI QUEL TEMPO VOLGERSI ALLA CHIAMATA E VENIRE LOTTANDO CONTRO TUTTI GLI OSTACOLI SEMINATI DA SECOLI DI ERRORE, VENIRE VERSO LA LUCE E VERSO LA VERITÀ.
DICO “SPIRITI”, PERCHÉ SOLO I VIVENTI DELLO SPIRITO POTRANNO CONOSCERE LA VOCE CHE LI CHIAMA.

O voi che ora siete già viventi dello spirito, precursori del Cristo nella sua seconda venuta, antitesi dei precursori dell’Anticristo che operano in suo nome l’opera preparatoria della desolazione, preparatemi le vie col vostro olocausto.
I precursori del figlio di Satana hanno veste di dignità umana; I PRECURSORI DEL FIGLIO DI DIO HANNO LA STESSA CORONA DEL LORO RE, E LORO TRONO E CATTEDRA SONO LA CROCE E IL DOLORE.
Ma come sempre, e come specialmente nell’ora in cui il Dolore dovette vincere il Peccato, è sempre il dolore quello che salva, è sempre il sacrificio quello che redime.
Ed ora il mondo, per essere redento, ha bisogno non tanto di esser coperto di spighe quanto di anime eroiche, di vittime di carità.»”

Quaderni – 17 novembre 1943