UNO DEI PRECETTI DIVINI DI ESSA È CHE LA DONNA È CARNE DELLA CARNE DELLO SPOSO E CHE NESSUNA COSA O PERSONA PUÒ SEPARARE CIÒ CHE DIO HA FATTO UNA CARNE SOLA.

1470411_548482938554818_502628560_nVALTORTA  Evangelo 531.13

(Gesù sta parlando a Valeria che divenuta discepola è stata abbandonata dal marito, romano)
“Tu vorresti entrare nella religione nostra.

UNO DEI PRECETTI DIVINI DI ESSA È CHE LA DONNA È CARNE DELLA CARNE DELLO SPOSO E CHE NESSUNA COSA O PERSONA PUÒ SEPARARE CIÒ CHE DIO HA FATTO UNA CARNE SOLA. ANCHE NOI ABBIAMO IL DIVORZIO. È VENUTO COME MALVAGIO FRUTTO DELLA LUSSURIA UMANA, DEL PECCATO DI ORIGINE, DELLA CORRUZIONE DEGLI UOMINI. 
MA NON È VENUTO SPONTANEAMENTE DA DIO. DIO NON MUTA LA SUA PAROLA. E DIO AVEVA DETTO, ISPIRANDO AD ADAMO, INNOCENTE ANCORA E PERCIÒ PARLANTE CON INTELLIGENZA NON OFFUSCATA DALLA COLPA, LE PAROLE: CHE GLI SPOSI, UNA VOLTA UNITI, DOVEVANO ESSERE UNA CARNE SOLA.
LA CARNE NON SI SEPARA DALLA CARNE ALTRO CHE PER SCIAGURA DI MORTE O DI MALATTIA. IL DIVORZIO MOSAICO, CONCESSO AD EVITARE PECCATI ATROCI, NON CONCEDE ALLA DONNA CHE UNA LIBERTÀ BEN MESCHINA.
LA DIVORZIATA È SEMPRE UNA MENOMATA NEL CONCETTO DEGLI UOMINI, SIA CHE RESTI TALE, SIA CHE PASSI A SECONDE NOZZE.
NEL GIUDIZIO DI DIO, POI, È UN’INFELICE SE DIVIENE DIVORZIATA PER MALANIMO DELLO SPOSO E RESTA DIVORZIATA; MA NON È CHE UNA PECCATRICE, UN’ADULTERA, SE LO DIVIENE PER TURPI COLPE PROPRIE O SI RISPOSA.
MA TU, VOLENDO ENTRARE NELLA NOSTRA RELIGIONE, LO FAI PER SEGUIRE ME.
E ALLORA IO, VERBO DI DIO, ESSENDO VENUTO IL TEMPO DELLA PERFETTA RELIGIONE, TI DICO CIÒ CHE DICO A MOLTI. NON È LECITO ALL’UOMO DI SEPARARE CIÒ CHE DIO HA UNITO, ED È ADULTERO SEMPRE COLUI, O COLEI, CHE AVENDO IL CONIUGE VIVENTE PASSA AD ALTRE NOZZE.  IL DIVORZIO È PROSTITUZIONE LEGALE, METTENDO IN CONDIZIONE UOMO E DONNA DI COMMETTERE PECCATI DI LUSSURIA.  LA DONNA DIVORZIATA DIFFICILMENTE RESTA VEDOVA DI UN VIVO, E VEDOVA FEDELE.
L’UOMO DIVORZIATO NON RESTA MAI FEDELE AL PRIMO CONIUGIO.
TANTO L’UNO CHE L’ALTRA, PASSANDO AD ALTRE UNIONI, SCENDONO DAL LIVELLO DI UOMINI A QUELLO DI BRUTI, AI QUALI È CONCESSO CAMBIARE FEMMINA AD OGNI APPELLO DI SENSO.
LA FORNICAZIONE LEGALE, PERICOLOSA ALLA FAMIGLIA E ALLA PATRIA, È DELITTUOSA VERSO GLI INNOCENTI. I FIGLI DEI DIVORZIATI DEVONO GIUDICARE I GENITORI. SEVERO GIUDIZIO QUELLO DEI FIGLI!  ALMENO UNO DEI GENITORI VIENE CONDANNATO DAI FIGLI.  ED I FIGLI VENGONO, DALL’EGOISMO DEI GENITORI, CONDANNATI AD UNA VITA AFFETTIVA MUTILATA.  CHE SE POI ALLE CONSEGUENZE FAMIGLIARI DEL DIVORZIO, CHE PRIVA DEL PADRE O DELLA MADRE I FIGLI INNOCENTI, SI UNISCE IL NUOVO MATRIMONIO DEL CONIUGE AL QUALE SONO STATI AFFIDATI I FIGLI, ALLA CONDANNA DI UNA VITA AFFETTIVA MUTILATA DI UN MEMBRO SI UNISCE L’ALTRA MUTILAZIONE, QUELLA DELLA PERDITA, PIÙ O MENO TOTALE, DELL’AFFETTO DELL’ALTRO MEMBRO, DIVISO O TOTALMENTE ASSORBITO DAL NUOVO AMORE E DAI FIGLI DEL NUOVO CONIUGIO.  PARLARE DI NOZZE, DI MATRIMONIO IN CASO DI NOVELLA UNIONE DI UN DIVORZIATO O DI UNA DIVORZIATA, È PROFANARE IL SIGNIFICATO E LA COSA CHE È IL MATRIMONIO. SOLO LA MORTE DI UNO DEI CONIUGI E LA VEDOVANZA CONSECUTIVA DELL’ALTRO PUÒ GIUSTIFICARE LE SECONDE NOZZE.
PER QUANTO IO GIUDICHI CHE SAREBBE COSA MIGLIORE CHINARE IL CAPO AL VERDETTO SEMPRE GIUSTO DI CHI REGOLA I DESTINI DEGLI UOMINI E CHIUDERSI IN CASTITÀ, QUANDO LA MORTE HA MESSO FINE ALLO STATO MATRIMONIALE, DEDICANDOSI TUTTA AI FIGLI E AMANDO IL CONIUGE PASSATO ALL’ALTRA VITA NELLE SUE CREATURE.
AMORE SPOGLIATO DA OGNI MATERIALITÀ, SANTO E VERACE. POVERI FIGLI! CONOSCERE DOPO LA MORTE, O IL CROLLO DEL FOCOLARE, LA DUREZZA DI UN SECONDO PADRE O DI UNA SECONDA MADRE E L’ANGOSCIA DI VEDERE LE CAREZZE DIVISE CON ALTRI FIGLI CHE FRATELLI NON SONO! 531.14 No. Nella mia religione non sarà il divorzio.
E ADULTERO E PECCATORE SARÀ COLUI CHE CONTRARRÀ DIVORZIO CIVILE PER CONTRARRE NUOVA UNIONE.  LA LEGGE UMANA NON MUTERÀ IL MIO DECRETO.
IL MATRIMONIO NELLA RELIGIONE MIA NON SARÀ PIÙ UN CONTRATTO CIVILE, UNA PROMESSA MORALE, FATTA E SANCITA ALLA PRESENZA DI TESTIMONI A QUESTO PREPOSTI. MA SARÀ UN INDISSOLUBILE LEGAME RIBADITO, SALDATO E SANTIFICATO DAL POTERE SANTIFICANTE CHE IO DARÒ AD ESSO, DIVENUTO SACRAMENTO.
PER FARTI COMPRENDERE: RITO SACRO.
POTERE CHE SARÀ DI AIUTO A PRATICARE SANTAMENTE TUTTI I DOVERI MATRIMONIALI, MA CHE SARÀ ANCHE SENTENZA DI INDISSOLUBILITÀ DEL VINCOLO. SINO AD ORA IL MATRIMONIO È UN MUTUO CONTRATTO NATURALE E MORALE FRA DUE DI SESSO DIVERSO.
DA QUANDO SARÀ LA MIA LEGGE, ESSO SARÀ ESTESO ALL’ANIMA DEI CONIUGI. DIVERRÀ PERCIÒ ANCHE CONTRATTO SPIRITUALE, SANCITO DA DIO ATTRAVERSO AI SUOI MINISTRI. ORA TU SAI CHE NULLA È SUPERIORE A DIO.
PERCIÒ, CIÒ CHE EGLI AVRÀ UNITO NESSUNA AUTORITÀ, LEGGE O CAPRICCIO UMANO POTRÀ PIÙ SCIOGLIERE.  IL “DOVE TU CAIO, IO CAIA” DEL VOSTRO RITO SI PERPETUA NELL’AL DI LÀ NEL NOSTRO, NEL MIO RITO, PERCHÉ LA MORTE NON È FINE, MA SEPARAZIONE TEMPORANEA DELLO SPOSO DALLA SPOSA, E IL DOVERE D’AMARE DURA ANCHE OLTRE LA MORTE. PER QUESTO DICO CHE VORREI CASTITÀ NEI VEDOVI. MA L’UOMO NON SA ESSERE CASTO. E ANCHE PERCIÒ DICO CHE I CONIUGI HANNO IL DOVERE RECIPROCO DI MIGLIORARE L’ALTRO CONIUGE. NON CROLLARE IL CAPO. TALE È IL DOVERE, E IL DOVERE VA FATTO SE SI VUOLE VERAMENTE SEGUIRE ME».”
Evangelo 531.13